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Efficacia e accettabilità comparativa di 21 antidepressivi


Comparative efficacy and acceptability of 21 antidepressant drugs for acute treatment of adults with major depressive disorder; s systematic review and network meta-analysis


Andrea Cipriani et al., Lancet, April 2018


Sommario: Il disturbo depressivo maggiore è uno dei più comuni, diffusi e costosi disturbi psichiatrici nel mondo. Sono disponibili trattamenti farmacologici e non farmacologici; tuttavia, a causa delle risorse inadeguate, gli antidepressivi sono usati più frequentemente degli interventi psicologici. La prescrizione di questi farmaci dovrebbe essere guidata dalle migliori evidenze scientifiche. Noi abbiamo cercato di aggiornare ed espandere i nostri precedenti lavori per comparare e mettere in ordine (di importanza) gli antidepressivi per il trattamento in acuto di adulti con depressione maggiore unipolare. (omissis)


Metodi: abbiamo fatto una review sistematica ricercando su Cochrane Central Register, CINAHL, Embase, LILACS database, MEDLINE, PsycINFO, i siti web delle Agenzie Regolatorie e i registri internazionali per per i trial pubblicati e non pubblicati, doppio cieco, randomizzato, fino gennaio 2016. (omissis)


Risultati: abbiamo identificato 28.552 citazioni che includevano 522 trials comprendenti 116.477 partecipanti. In termini di efficacia tuti gli antidepressivi erano più efficaci del placebo, con OR variante fra 2 – 13 per amitriptilina e 1 – 37 per reboxetina. Per la accettabilità, solo agomelatina e fluoxetina erano associato a minori dropouts rispetto al placebo, mentre clorimipramina era peggiore del placebo. Quando tutti i trials erano considerati le differenze in OR fra gli antidepressivi variavano fra 1 – 15 e 1 – 55 per efficacia e fra 0 – 64 e 0 – 83 per accettabilità. Noi confronti testa a testa agomelatina, amitriptilina, escitalopram. mirtazapina, paroxetina, venlafaxina e vortioxetina erano più efficaci che gli altri antidepressivi (range di OR 1.19 – 1.96), invece fluoxetina, fluvoxamina, reboxetina, citalopram, escitalopram, fluoxetina, sertralina e vortioxetina erano più tollerabili degli altri antidepressivi (range di OR 0.43 – 0.77), mentre amitriptilina, clorimipramina, duloxetina, fluvoxamina, reboxetina, trazodone e venlafaxina avevano il più alto numero di dropouts (1.30 – 2.32).


Interpretazione: tutti gli antidepressivi sono più efficaci del placebo negli adulti con depressione maggiore. Differenze minori fra i farmaci sono stati trovati quando sono stati inclusi studi controllati con placebo, invece si evidenziava una maggiore variabilità nella efficacia ed accettabilità negli studi testa a testa. Questi risultati dovrebbero servire nella pratica evidence based e dare informazioni a pazienti, medici, sviluppatori di linee guida e politici nell’importanza relativa dei vari antidepressivi.


Osservazioni personali: gli antidepressivi non sono certo usati solo per i disturbi depressivi, anzi, per la maggior parte, per altri generi di problemi (anche non strettamente patologici). Inoltre qui non si analizzano le forme depressive all’interno di un disturbo bipolare (I, II, NAS, ecc.). Secondo alcuni moltissime forme depressive sono appunto forme di disturbo bipolare. Se si ragiona in questo modo l’indicazione studiata è riduttiva. Infine va notato che questo è uno studio in acuto (cioè entro le 6-8 settimane), mentre sarebbe più interessante lo studio sul medio periodo (10-52 settimane) e anche sul lungo (oltre 1 anno).

Ciò che emerge comunque è ciò che sappiamo da anni nella pratica clinica: tutti gli antidepressivi sono uguali come efficacia e tutti gli antidepressivi funzionano, ma abbastanza poco. E tutto ciò ammesso, ma non concesso, che i medici sappiano fare una diagnosi di “depressione”.

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