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BENZODIAZEPINE ED ALCOOL



Sono le sostanze di abuso di gran lunga più frequenti ad incontrare nella pratica ambulatoriale negli adulti mauri (mentre la cannabis in adolescenti e giovani adulti). Personalmente non credo in un atteggiamento rigido: non occorre essere astemi e si può assumere per anni una benzodiazepina (bdz). Il problema nasce quando si instaura una dipendenza potenzialmente pericolosa. Io direi che, per quanto riguarda, ad esempio, lo Xanax quando una boccetta non basta per 3 giorni. Mentre l’alcool è fin troppo noto e da’ luogo all’ubriachezza, le bdz ad alto dosaggio non danno luogo a nulla di simile. Queste persone appaiono normali e l’unico inconveniente che lamentano è che devono passare molto tempo per procurarsi la sostanza (farmacie compiacenti, vari medici, anche ricette false). Generalmente tengono una boccetta in borsa o nella tasca e ne attingono molte volte al giorno, senza acqua, similmente alle sigarette. Ne deriva una alterazione dello stato di coscienza che potremo dire annebbiato (numbness), di cui il soggetto è solo parzialmente consapevole. Trattare una vera dipendenza da bdz è molto difficile. Giungono allo psichiatra solo quando accusano uno stato depressivo o ansioso (compresi gli attacchi di panico). Ebbene, in queste situazioni, come del resto anche nella dipendenza da alcool, i farmaci (e le psicoterapie) non funzionano affatto. Va pure detto che molto spesso si assiste ad un abuso crociato, cioè si usano entrambi oppure si passa dall’uno all’altra. La cosa più importante è raggiungere la consapevolezza (qualcosa di simile al primo passo degli Alcoolisti Anonimi), il resto eventualmente viene poi.




Clinical profile of elderly patients referred to liason psychiatry for substance use disorders in an Academic Emergency Department


Anais bonte Baert et al. Geriatr Psichol Neuropsichiatr Vieil (2021)


L’articolo descrive le caratteristiche cliniche di un gruppo di pazienti anziani (sopra i 65 anni) che sono stati inviati di un dipartimento di liason all’interno di un dipartimento di emergenza in un ospedale universitario francese (ad Amiens). Essi sono stati confrontati con un più numeroso gruppo di pazienti più giovani seguenti l’ammissione al dipartimento di emergenza.

La ragione dell’ammissione era; intossicazione da alcool (54%), sintomi depressivi (23%) ed idee suicide (24%). Non vi erano differenze fra i due gruppi (i più anziani ed i più giovani). I pazienti erano in terapia con antidepressivi, benzodiazepine o ipnotici in modo similare.



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