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UN NUOVO FARMACO PER LA DIPENDENZA DA ANFETAMINA

L’USO DI UN NUOVO FARMACO NELLA DIPENDENZA DA AFETAMINE


Come spesso accade l’unico trattamento farmacologico nelle dipendenze da sostanze è, a sua volta, uno stupefacente, in questo caso la lisdexamphetamina, già in commercio in diversi paesi (ma non in Italia) col nome commerciale Vyvanse per l’ADHD e il disturbo binge eating. Non credo sia stato ancora approvato per la dipendenza da anfetamine. Lo studio che riporto sotto è molto ben condotto e ampio, svolto in Svezia, è dimostra che tutti gli altri farmaci sono del tutto inutili. A suo tempo vi fu un amplissimo dibattito sull’uso del metadone e della buprenorfina nella dipendenza da oppiacei, che il tempo a contribuito a smussare. Al solito si schierano coloro che aborrono la chimica e voglio salvare l’anima (o la psiche, se si preferisce) contro coloro che cercano di limitare i danni. Anche sul Ritalin nel ADHD c’è stato un amplissimo dibattito analogo, che, anche questo, va spegnendosi.





Association of pharmacological treatments and hospitalization and death in individuals with amphetamine treatments and hospitalization and death in dividuals with amphetamine use disorders in Swedish Naionwide cohort of 13.965 patients


Milya Heikkene et al, JAMA Psychiatry, 2022


Non ci sono farmaci approvati per il trattamento della dipendenza da anfetamina e metanfetamina e sono scarsi gli studi sull’efficacia dei trattamenti farmacologici nei confronti degli outcome più gravi, come l’ospedalizzazione e la morte.

Questo registro nazionale basato su coorte è stato condotto dal luglio 2006 al dicembre 2022, con una mediana di follow up di 3.9 mesi. Tutti i residenti di età fra i 16 ed i 64 anni viventi in Svezia con una prima diagnosi con una diagnosi di disturbo da anfetamina o metanfetamina, senza una previa diagnosi di schizofrenia o disturbo bipolare, sono stati identificati dal registro nazionale sui ricoverati, centri specialistici, assenze per malattia e pensioni per disabilità. Il

Nella coorte vi erano 13.965 individui (69.3% maschi, età media 34.4 anni). Durante il follow up il 54% prendevano antidepressivi, il 43.7 benzodiazepine, pazienti 36.3 antipsicotici, il 28.2% farmaci per ADHD, il 10.8 lisdexampfetamina, il 20.5 farmaci per l’abuso di sostanze, e il 12.2% stabilizzatori del tono dell’umore.

Nessun farmaco, tranne la lisdexamfetamina, era associato in un miglioramento degli outcome, e questo incoraggiia la conduzione di trial clinici randomizzati. L’uso di benzodiazepine peggiorava l’esito.



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